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TUTTI I LIBRI SONO ACQUISTABILI ONLINE PRESSO
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SCHEDE BREVI DEI LIBRI 1 . Angeli, lucertole, bambini dappertutto
2 . Salto nell'Ultramondo
3 . Sentieri di conchiglie
4 . Mal di pancia calabrone
5 . La sera che la sera non venne
6 . L'altalena che dondola sola
7 . Rimelandia
8 . Filastrocche e canzoni della Melevisione
9 . Lilim del tramonto
10 . Melevisione. Il Diario di Tonio Cartonio
11 . Rima rimani
12 . Mamma lingua
13 . Il Quinto Lupo
14 . Fuoco!
15 . Zio Mondo
16 . Leggimi forte
17 . Papà Famondo
18 . Gocce di voce
19 . Topo dopo topo
20 . Guance ciliegine
21 . Lunamoonda
22 . Maremé
23 . Tiritere
24 . Ciò che non lava l'acqua
25 . Cieli
26 . Rime di rabbia
27 . Cuoreparole
28 . Farfalla
29 . Doppio blu
29 . Filastrocche della Melevisione
30 . Manifesti
31 . Alfabeto delle fiabe
32 . Salvataggio di mezzanotte
33 . Nidi di note
34 . Rime Chiaroscure
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PRESENTAZIONE DEGLI SCRITTI D'OCCASIONE Rime RIME D'OCCASIONE
Filastrocche per l'UNITÀ
Filastrocche per PUBBLICO GIORNALE
Filastrocche per GIULIO CONIGLIO
Filastrocche per G BABY
Filastrocche DOLCETTO VERSETTO
All'indice delle Opere Racconti Cinque piccole sceneggiature sull'energia
Tre racconti sulla pubblicità
Un racconto sulle orecchie e sui suoni
Un racconto sul Tempo e la Morte
Otto racconti sull'educazione stradale
Un racconto sulle superstizioni
Un racconto su bambini e tecnologia
Un racconto sull'omologazione della vita
Un racconto (non per bambini)
Un racconto sui desideri
Un racconto sui libri dei piccoli editori
Un racconto sul presepio
Una variante biotech della fiaba
Un racconto-monologo (non per bambini) Un nano-racconto sul pecorino sardo
Un racconto su un essere immaginario
Un racconto per ragazzi e giovani sull'amicizia
Tre racconti su tre siti minerari di Sardegna
Un racconto sulla cecità infantile
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L'ALBERO AZZURRO Una piccola scelta di scalette e palinsesti dei temi dal programma TV per bambini di RAIUNO e RAIDUE, 1990-1994. MULTICLUB
LA MELEVISIONE
All'indice delle Opere |
Testi per documentari Quattro documentari "poetici" sulla Sardegna, per la regia di Gianfranco Cabiddu Canzoni e rime per il film
All'indice delle Opere |
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L'impronta della mano Racconti e ragionamenti di un migrante fra scrittura letteraria e scrittura multimediale interattiva Saggio in corso di pubblicazione sul libro collettaneo "COMUNICAZIONE MULTIMEDIALE NEI PROCESSI FORMATIVI", a cura di Lucia Martiniello Fisarmoniche Filastrocche
Mappe, paesaggi e paesani
Così tanta realtà
Sulla Fiera dei Libri per Ragazzi di Bologna
La scuola, la pazienza e le lasagne
Scuola e poesia
Le fiabe dette bene e benedette
Le poesie sono giocattoli dell'anima
Tre domande a Bruno Tognolini
Perché leggere ad alta voce
Dalle tue mani dovrai difendermi con le tue mani
I Cercasentieri dell'anima
Narrare con la voce
Angeli delle biblioteche
La lingua dell'Eden e Le parole staminali Rime Fuorilegge
L'UCCELLO CON TRE ALI
Ho nuotato fino alla rima
Poesia con cinque ESSE
C'era ogni volta nei regni delle rime
La lingua salvata dai ragazzini
Paradosso Pinocchio: l'Automa amato cresce
Mastro Geppetto, o della responsabilià
I possibili contributi del teatro
Charlot e la locomotiva
RIME E SCRITTI SULLA SARDEGNA
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PRESENTAZIONE DELLE SCRITTURE TEATRALI Dura Madre Mediterranea
Antigone delle Città
Canti dei Castelli
Maestra Minestra
Il Quinto Lupo
L'Accalappiatopi
Fuoco!
L'altalena che dondola sola
Chisciotte Fenicottero
Festival Realizzazione della sezione Ragazzi del festival Gavoi (NU), 2004 e 2005 Festival "TUTTESTORIE" 1^ edizione Festival di letteratura per ragazzi Cagliari, ottobre 2006, Tema: LE DOMANDE Festival "TUTTESTORIE" 2^ edizione Cagliari, ottobre 2007, Tema: LE DISOBBEDIENZE Festival "TUTTESTORIE" 3^ edizione Cagliari, ottobre 2008, Tema: GLI ANIMALI Festival "TUTTESTORIE" 4^ edizione Cagliari, ottobre 2009, Tema: I MUTAMENTI Festival "TUTTESTORIE" 5^ edizione Cagliari, ottobre 2010, Tema: LA NOTTE Festival "TUTTESTORIE" 6^ edizione Cagliari, ottobre 2011, Tema: I SEGRETI Festival "TUTTESTORIE" 7^ edizione Cagliari, ottobre 2012, Tema: L'INCOMPRENSIBILE All'indice delle Opere |
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ALBERO AZZURRO CD-i Sceneggiatura del CD-i (un precursore del CD-rom), 1994 scaricabile in formato Word DOC (400 KB!) NIRVANA X-ROM
RIMELANDIA
SITO RAI BAMBINI
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scritte da amici che trovano bello e utile esporle qui, e che io trovo belle e utili. IMMACOLATO
LA PARTE DI ANTONIO
I LIMONI SONO FINITI
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Scrittore "per", va bene, ma di cosa?
Questo dunque è il sito web di uno scrittore "per". Se uno scrittore con la qualifica "per" sia uno scrittore vero, uno scrittore e basta, è annosa e noiosa questione che qui non tratterò: lascio a un breve Post Scriptum una delle mille possibili risposte.
Scrittore "per" dunque, va bene, ma di cosa? Scrittore soprattutto di libri, ma anche di televisione (o meglio Melevisione), teatro, qualche anno addietro di multimedia, qualche volta di saggi, di rado e marginalmente di cinema.
Parlo di generi di scrittura, non di supporto: il fatto che mi sia accaduto in questi ultimi anni di pubblicare poesie su magliette di festival, muri di reparti pediatrici, quotidiani nazionali, merendine Coop etc. è per me solo una felice estensione dei libri, un'espansione di respiro della poesia fuori di essi.
Un sito amanuense
Questo sito è stato scritto e costruito da me stesso in lunghe notti di lunghi anni, dal '97, nel linguaggio amanuense dell'HTML, con qualche penna tecnologica all'inizio, qualche editor HTML, ma oggi ormai per lo più a mano libera. Non ha mai smesso d'essere aggiornato con notizie e scorci e approfondimenti delle nuove opere che il tempo mi porta. È un sito spartano, senza animazioni e form e applets e flash e java, solo testi: perché è il sito fatto a mano da un dilettante, e perché è il sito di lavoro di uno scrittore. Per contro infatti è sovrabbondante di testi.
Una risorsa di lavoro
Dall'iniziale faccia un po' narcisa della "Personal Home Page" - allora di moda fra i pionieri del web e oggi credo sostituita del tutto da blog e social network - questo sito con gli anni ha mutato forma e funzione per diventare sempre più una risorsa di lavoro. È fonte di informazioni, materiali, note biografiche e bibliografiche, schede descrittive di incontri e conferenze, presentazioni e approfondimenti e ampi stralci di libri editi, articoli e saggi integrali, opere inedite, testi teatrali, sceneggiature interattive, curriculum, foto, contatti (Libro degli Ospiti) etc. Queste risorse sono oggi utilizzate con una certa intensità (circa 100 visite al giorno di media) principalmente per tre scopi:
1 . curiosità e affezione da lettori
2 . lavoro: da programmatori di eventi, incontri con scuole, conferenze con adulti, corsi di formazione, master, festival, etc.
3 . studio: da studenti, laureandi, dottorandi per esami o tesi di laurea o altre ricerche
"Come si diventa scrittori"
Quando parlo coi bambini nelle scuole e mi chiedono quando e come si diventa scrittori rispondo così: si diventa scrittori in due passi, due volte.
Si comincia a diventar scrittori la prima volta che si scrive qualcosa che non ti ha chiesto nessuno: né la maestra, né nessun altro grande, né un amico. Se uno scrive qualcosa che gli è venuto in mente di scrivere ber bizza o bellezza, lui è già quasi scrittore. Gli manca solo una cosa importante: i lettori. Lettori veri, però, non i suoi famigliari o gli amici. I lettori veri sono i lettori sconosciuti. E dove si trovano i lettori sconosciuti? Nelle librerie.
Si finisce di diventare scrittori, col secondo passo, non appena quella cosa che si è scritta senza che nessuno ce la chiedesse diventa un libro che i lettori veri possono comprare nelle librerie.
Per ciò che mi riguarda, io colloco la prima di queste due tappe intorno al 1960, ai nove anni, appena un anno dopo l'età dell'oro, quando scrissi senza che alcuno me lo chiedesse una filastrocca poverella ma ben ritmata su fiori e aprile e colori, che il maestro di quarta elementare Professor Cammellini di Cagliari grandemente mi lodò e complimentò. Devo forse più di quando non sappia a quelle lodi pubbliche al cospetto della classe, ma dovevo ancora aspettare trentadue anni perché arrivasse la mia seconda tappa, la pubblicazione del libro di racconti "Angeli, lucertole, bambini dappertutto" nel 1992, con la Fatatrac, editore che da allora non ho mai abbandonato.
Cosa disse Natalia quasi trent'anni fa
Non è questo il luogo delle note biografiche, che altrove sono sintetizzate in forme più esatte. Ma per finire questa presentazione, questa Accoglienza nel sito del mio lavoro, tra quella prima e quella seconda tappa del divenire scrittore, nell'oceano fra quelle due sponde lontanissime, voglio citare solo due cose. La prima è una rotta: la via tracciata da dieci anni di furiose e floride scritture per il teatro, di cui lascio ad altre pagine il racconto. E la seconda è appena un'isola, apparsa sul declinare di quella rotta, un presagio piccolo e illustre e forse per me fatale. Nel luglio del 1986, in risposta a tre piccole fiabe che le avevo spedito (che non ricordo e temo di aver perso) Natalia Ginzburg inaspettatamente mi rispose, scrivendo così:
Caro Bruno Tognolini
Le brevi fiabe che mi mandi mi sembrano graziose, scritte in uno stile nitido, molto letterario. Riguardo a un’eventuale pubblicazione, le trovo di difficilissima collocazione: dici di averle scritte per i ragazzi, ma in una collana per ragazzi non le vedrei.
Non saprei che dirti se non di continuare a scrivere; della letterarietà ci si libera scrivendo. La difficoltà di scrivere fiabe oggi è enorme; la difficoltà di scrivere per ragazzi è enorme; la difficoltà di scrivere oggi, in generale, è enorme.
Comunque si cerca di scrivere lo stesso.
Ti rimando le fiabe e ancora ti auguro di continuare.
Natalia Ginzburg
Scrittore "per", ma per chi voglio io
"Non saprei che dirti se non di continuare a scrivere". Allora non lo sapevo ma avrei seguito quel consiglio. Dovevo aspettare ancora sei anni prima che la scrittura, con l'Albero Azzurro alla RAI, divenisse un lavoro che dà, oltre che sogno e conoscenza, anche da vivere. Da allora infatti ho la fortuna di vivere di quello che scrivo, e la ulteriore smisurata fortuna di scrivere quello che voglio: storie e rime. Su media e supporti diversi, sulla carta dei libri o sullo schermo della televisione, sui legni del teatro o sui bites dei nuovi media, ma storie e rime: non magazines o talk show o giochi a premi, non libri informativi o educativi per le scuole, non slogan o campagne. E per chi voglio: per i libri e il teatro e il cinema e la TV della RAI; non per Mediaset o la pubblicità.
"Finché dura", mi vien sempre da dire a questo punto, più per senso della misura che per scaramanzia. E per senso e misura del proprio destino, del rapporto fra ciò che ci si aspettava e ciò che si è avuto, mi vien da concludere che se pure finisse oggi, è stato già tanto.
Opere edite e inedite pubblicate online
Resta da dire un'ultima cosa, di sostanza quasi legale. Non sono un fautore del "copy right free", perché vivo del mio lavoro: così come un falegname non regalerebbe ai passanti, o non oltre misura, le sedie che fabbrica. Per questo motivo dei libri editi è pubblicato in questo sito quanto basta per un uso simile a quello che se ne fa in libreria: leggerne, in piedi e di passaggio, il tanto che basta per capire se acquisteremo quel libro oppure no. Se sì, è subito disponibile un link al sito Internet Bookshop, dove il libro, volendo, si può ordinare.
I rischi di pubblicare in rete materiali inediti (testi teatrali, sceneggiature di opere interattive, articoli, progetti, varie d'occasione) si affronteranno invece in altri modi: con stralci, scorci e tagli. O con un'alzata di spalle. O infine con la fiducia - non del tutto candida - che nessuno ne abuserà. Sono sempre stato convinto che appropriarsi delle idee altrui sia una sciocchezza: quand'anche si riesca a farle passare per nostre, cosa faremo quando ce ne chiederanno altre simili? Se rubi un'idea, avrai solo quella: se invece hai un buon rapporto con l'ideatore...
Post Scriptum. Gli scrittori per bambini sono scrittori veri?
Da un'intervista apparsa nel 2011 sulla rivista Giunti "Vita Scolastica".
Quello del poeta per bambini è un mestiere. O meglio, una maestria, un'abilità applicata che si aggiunge e completa un'arte. Occorre essere un medico per fare il pediatra. L'arte è del medico, il mestiere del pediatra. Occorre essere poeta, per fare il poeta per bambini.
È vero: molti fra quelli che chiamiamo poeti (quasi tutti) non sono "per bambini". Ma anche molti poeti per bambini non sono poeti. Purtroppo – o forse per fortuna – non esistono lauree né albi. Dovrebbero essere gli editori ad attribuirli. E invece, mentre nessuno metterebbe mai il suo figliolo nelle mani di un pediatra che non è medico, tanti mettono in mano ai loro bambini libri di scrittori di versi che non sono poeti. Che fanno il mestiere senza averne l'arte.
In compenso però c'è un vantaggio. In un'ipotetica situazione d'emergenza, se un adulto sta male può ben affidarsi a un pediatra, se non c'è altri. Con maggiore sospetto, immagino, una mamma affiderebbe il suo neonato sofferente a un geriatra. L'arte alla base, la poesia, il minimo comune, gioca a favore di noi poeti per bambini almeno in questo: è mia confermata esperienza che le poesie per bambini funzionano a meraviglia anche coi grandi.
In cima
Mostri dei testi scolastici
Ho ricevuto nel mio libro degli Ospiti questo messaggio (di cui ometto l'incipit di lodi al mio lavoro, estranee a questo contesto):
Data: 4/14/2013, 23:44
Nome: Marta
Numero: 1.265
LA TERRA STRETTA.
(...) Ora mio figlio deve svolgere un compito dato a scuola. Si tratta della filastrocca "La terra stretta". Nell'interpretazione riportata dal testo scolastico ("Stai per leggere", Loescher) i "mostri" sono creature malvagie che portano il male nella terra, questo male non potrà mai essere sconfitto ("sempre ammazzate e sempre più vive"). E' giusta questa interpretazione? Io e mio figlio non siamo d'accordo e pensiamo che lei non voleva comunicare questo con la sua filastrocca. Ci aiuti a svolgere il compito dato dalla prof.ssa. La ringrazio infinitamente.
Ecco di seguito la poesia in questione, che per anni ha vagato raminga sul web, come le altre mie RIME D'OCCASIONE, e che nel settembre 2013 troverà casa nel volume RIME RAMINGHE, edito da Salani.
RIMA DELLA TERRA STRETTA
C'era una volta uno stretto confine
Che separava due terre vicine
Una chiamata Paese del Noi
L'altra chiamata Paese del Voi
Per mille secoli queste due terre
Fecero gare, fecero guerre
Per chi correva più lento o veloce
Per chi contava le storie più belle
Per chi cantava con più bella voce
E per chi aveva più chiara la pelle
Ma in mezzo a loro c'eran creature
Che erano chiare ma erano scure
Erano buone ma anche cattive
Sempre ammazzate e sempre più vive
Non erano qua, non erano là
Come se stessero sempre a metà
Non erano Nostri, non erano Vostri
E li chiamarono Mostri
Che dire...
Nel momento in cui mandavo le mie Rime d'Occasione raminghe nel mondo (nel web), accettavo che ne affrontassero tutti i possibili rischi e destini. Non credo del resto che, una volta edite, avranno dal loro editore protezione maggiore: un editore autorizza l'inserimento di un brano di cui detiene i diritti in un testo scolastico, non interviene (non ne ha il tempo né forse il diritto) sull'eventuale commento che al brano sia affiancato.
Certo si dovrebbe sperare, e forse pretendere, che un autore-redattore di testi scolastici (parliamo della Loescher!) dia una lettura meno... ehm... frettolosa dei brani che sceglie.
Ho risposto a Marta che lei e suo figlio hanno perfetta ragione a dubitare di quel commento, che interpreta la poesia ai suoi antipodi. Ho consigliato loro di portare alla professoressa, a sostegno di una lettura piùcorretta, e contraria a quella del testo scolastico, alcuni argomenti:
1) il verso esplicito, contenuto nella poesia stessa, "Erano buone ma anche cattive";
2) la figura dell'acqua fra fiume e mare, poco prima e poco dopo la foce, che è definita in italiano "acqua salmastra": fra ogni salato e ogni dolce c'è un salmastro, nella natura, nella cultura, nell'etica;
3) tutte le poesie del libro RIME CHIAROSCURE, di Carminati e Tognolini;
4) la magnifica lectio magistralis di Umberto Eco intitolata "HOSPES HOSTIS - Costruire il nemico" (21 maggio 2008)
E si potrebbe andare avanti all'infinito.
Il fatto è che la vita, e l'arte che la figura, sono superbamente, luminosamente complesse. I testi scolastici dovrebbero riconoscere, quando è additata in un testo, e proteggere come un bene, non stirare come una camicia, questa vitale complessità.
In cima
Filastrocca della luce del giorno
Una fra le filastrocche scritte per la rivista Gbaby, della Periodici San Paolo.
La luce del giorno è una bimba
Si chiama Lucia
Ha sguardo di squilli di tromba
Di azzurra magia
All'alba si sveglia
Sospira, sbadiglia
Fa un grande starnuto
Ed una cascata di blu meraviglia
Va giù dappertutto
Più tardi la luce è una mamma
Si chiama Lucia
Lo sguardo è un azzurro di fiamma
Di calma allegria
Il mondo riposa
Con le labbra rosa
Lei sa cosa dire
E sotto il suo sguardo ogni cosa
Continua a fiorire
Di sera la luce è una donna
Si chiama Lucia
Si cambia la giacca e la gonna
Deve andare via
Si spengono i lunghi tramonti
Il cielo si toglie il rossetto
L'azzurro ti bacia e tu ti addormenti
Nel buio perfetto
In cima
Orlando a Mantova per piccoli e per grandi
Per il Festivaletteratura di Mantova mi son stati chiesti due interventi, , uno per i bambini e uno per i grandi, nel quadro del progetto speciale Furioso in Festa, che per due sere e due notti ha animato di voci, commenti, declamazioni, musiche e teatro le splendide sale di Palazzo Te. Qui due note, a monte dell'evento dei grandi e a valle di quello dei piccoli.
ACQUA D'OTTAVA, CARSICA E SORGIVA
Evento per gli adulti
Mantova, Palazzo Te, Sala degli Stucchi, venerdì 7 settembre 2012, ore 22:45
Questo articolo è stato pubblicato sul giornale del festival COLIBRÌ
Qui una recensione dell'evento scritta da Alberto Sebastiani sul blog Caffeletterario.Bo su Repubblica.it di Bologna.
Nella vita la prima sorgente fu al liceo. Non ne ho ricordi chiari ma indovino che già lì, sotto le doverose scrollate di spalle, segretamente quel canto mi avvincesse. L'affioramento successivo, il primo di cui ho memoria, è però un cofanetto del Reader's Digest con libro e dischi, "Le Pagine d'Oro della Poesia Italiana", che poco più che ventenne ereditai dei miei nonni. Nei suoi 45 giri figuravano sei canti dell'Orlando, detti da Albertazzi, Sbragia, Lupo, il grande Romolo Valli e l'inarrivabile Arnoldo Foà.
Terzo passaggio, materiale e culturale, è stato la mutazione del supporto: con la rivoluzione del walkman quei piccoli vinili, che non potevano andare in giro per il mondo, trasmigrarono nelle "musicassette". Per tutti gli anni ‘80 le ottave d'Orlando mi accompagnarono in cuffia nella furiosa stagione del teatro. Gli stessi anni in cui, mosso – attenzione! moto retrogrado, dall'oralità alla scrittura! – mosso da quell'incanto, finalmente lessi il poema per intero.
Nei primi anni ‘90 arrivarono i CD, una vasta collana Fonit-Cetra, comprata a costo di sacrifici: stessi attori ma molti più canti, ben quindici! Anche a quelli è toccato vagare con me nei viaggi per le prime ardenti imprese dopo il teatro, con gli editori, i multimedia, la RAI. Dal formato CDA quei canti, ormai digitali quindi atti alle migrazioni, passarono in MP3, e con questo veicolo al PC, all'iPod, al cellulare.
Ascoltavo le ottave ariostesche allora per puro piacere, senz'altri scopi, come dev'essere all'alba di una formazione. E le ascolto tuttora in diverse occasioni (la più rituale quando faccio i piatti), ammantando semiseriamente di fini mirati (il training del rimatore) quello che continua a essere il più puro e gaglioffo piacere del metro, della lingua, del racconto, e della voce che sa impastarli con sapienza, senza che mai nessuno sporga sugli altri.
Ma da un pezzo avevo iniziato ad accorgermi, per avvistamenti, che quel fiume carsico, oltre che nella mia storia personale, scorreva e trasmutava nella cultura del paese intorno a me.
DAMS, fine anni ‘70, esame di etnomusicologia con Roberto Leydi. Non sui suoi libri (sui libri si studiava ahimè assai poco), ma nelle "ricerche sul campo" che quei libri ci ispiravano, nelle sagre della mia terra sarda, ascoltando le gare poetiche, mimetizzata sotto astruse strutture melodiche, eccola! Riconosciuta: l'ottava! Ma come diavolo sarà arrivata lì? Non lo so, non mi interessa, ma è magnifico. La forma blank, lo schema genetico che quegli assidui ascolti mi avevano impresso, al presentarsi di un altro fenotipo ecco: scatta, "match the pattern", legge il codice e ri-conosce. E devo aggiungere: con che conforto! Un filo, una parentela finalmente legava le mie due culture. Non sono così separate: ci sono passaggi! E quindi forse anch'io potrò passare.
E di lì avanti, altrove, ovunque. In Toscana, la compagnia dei Maggi di Buti, che per alcuni anni ho seguito; in certo "cunti" siciliani di Mimmo Cuticchio; in certe stornellate marchigiane. Di nuovo in Sardegna: nel ‘99 scribacchio su un foglio una mia ottava e chiedo ai Tenores di Orune di cantarla. Con poche incertezze, dovute al jet-lag della lingua, scatta lo schema ribonucleico e la cosa riesce: un ibrido accettabile, vitale, ho un video che lo testimonia.
Intanto, infatti, tanto tuonò che piovve: tanto lessi che scrissi. O tanto ascoltai che suonai. Nel '96 la Fatatrac pubblica il mio primo poemetto in ottave, "La sera che la sera non venne". Che da allora, con altre opere simili, continua a essere letto e ristampato.
Ma questo non ha la minima importanza – benché tanti bambini, in quasi vent'anni, abbiano letto e sentito leggere quelle ottave, che per molti saranno le uniche della vita. Non hanno quei poemetti più importanza di quanta ne abbia una strofa qualunque dei Maggi cantata ora, o secoli fa, nei monti pisani, o un'ottava a contrasto in lingua sarda, o uno stornello, un rispetto, uno strambotto, una stringa degradata che riecheggi in qualche rap del grande Frankie HI-NRG. Un ruscello qualunque nel fiume, in quel cantare d'Orlando che trascorre nei secoli, acqua freatica segreta, di rapsodo in rapsodo.
A Mantova, nel Progetto Orlando, sarò orgoglioso d'essere solo uno di quegli innumeri rapsodi, testimone di quel fiume sepolto ma vivo, portatore della sua acqua.
ORLANDO, DI CHE COSA STAI PARLANDO?
Evento per i bambini
Mantova, Palazzo Te, Sala Polivalente, venerdì 7 e sabato 8 settembre 2012, ore 18:30
Breve nota che presto espanderò in una trattazione più approfondita sulla rivista VITA SCOLASTICA della Giunti.
Nel corso del Festivaletteratura di Mantova, qualche giorno fa, si conduceva un esperimento, intitolato "FURIOSO IN FESTA". Il pubblico era invitato a seguire a sua scelta, nelle magnifiche sale ed esedre di Palazzo Te, un profluvio di eventi in simultanea, di commento, racconto, musica, teatro e altri e vari accostamenti all'Orlando Furioso di Ariosto.
Dentro questo esperimento, ho personalmente condotto un esperimento: oltre a un incontro notturno con gli adulti, che racconto in altre sede, due incontri con bambini sull'Orlando Furioso.
Alla proposta della direzione di Festivaletteratura avevo reagito, in un primo tempo, con fiere perplessità: poveri bambini, come si può parlare loro di Orlando Furioso? Della sua magnifica storia, e – per me inscindibile dalla storia, come le due ali di Senso e Suono in una poesia – della sua magnifica lingua?
Come è utile e bello che accada, pensandoci su, quelle iniziali perplessità da ostacolo son diventate risorsa, da problema tema, argomento stesso dell'incontro, che era esposto e giocato già nel titolo: "ORLANDO, DI CHE COSA STAI PARLANDO?"
Ho provato a raccontare ai bambini due episodi avvincenti dell'Orlando (Olimpia e l'Orca mostruosa, duelli con testa spaccate); e li ho raccontati – attenzione: questo era il cuore dell'esperimento, o della mission impossible – non con le solite parafrasi (usate per esempio da altri autori per bambini nello stesso contesto), ma facendo uso delle ottave originali. Naturalmente poche, otto o dieci, belle e potenti, soffermandosi a lungo su ognuna, interrompendole (ahimé) con qualche rapida traduzione in real time di lemmi arcaici (ma poi rileggendole intere!), con rinforzi di moderata pantomima, rimandi al fantasy attuale nel cinema e nei libri, etc.
L'intento era quello di ragionare coi bambini su due cose: le storie avvincenti d'un tempo in cui non c'era cinema; e soprattutto una lingua "incomprensibile", in quanto antica (il nonno dell'italiano che loro stessi parlano oggi) e in quanto poetica (ma perché i poeti complicano tanto le cose?). Però: com'è che allora, se quella lingua è così vecchia e incomprensibile, si legge ancora dopo cinquecento anni?
Bene, i risultati non sono stati deludenti, anzi: lampi di comprensione (e di piacere ludico nella prova superata dell'ardua comprensione) si coglievano negli occhi dei bambini più grandetti. La solita piccolina di quattro anni sacrosantamente si annoiava: ma nell'uditorio standard degli incontri con le scuole primarie, per esempio con insiemi omogenei di quarte e quinte, la proposta, ben dosata, funzionerà.
E credo proprio che "metterò in repertorio" quest'incursione nella lingua letteraria italiana nei miei incontri con le scuole.
La lingua è una creatura vivente: crescendo cambia. Ai bambini è mai accaduto di vedere fotografie dei loro genitori, dei loro nonni da piccoli? Non si riconoscono, vero? E da ragazzi? Forse qualcosa… nello sguardo, nel naso… Un po' si riconoscono e un po' no. Per la lingua è la stessa cosa: il nonno del nonno dell'italiano, che ora capiscono bene, non si capisce niente. "Orlando, di che cosa stai parlando?" Ma è vero? Proprio niente? Ascoltando bene, e facendosi portare da storie fiammanti e avvincenti come i film fantasy di oggi, con l'aiuto di qualcuno che ama e sa parlare quella lingua, qualcosa si capisce… E quando si capisce, ho visto coi miei occhi, ancora piace, doco cinque secoli. Insomma: il nonno è in forma.
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Sinossi di poesia disseminata
Benché io sia ormai buffamente acclamato Illustre Poeta Erede Di Gianni Rodari (a me sembra sempre di vedere passare un furgoncino scalcagnato con la dicitura "Rodari Giovanni ed Eredi"), di miei libri mi pare sempre di vederne in giro pochi. Pochi nei rendiconti annuali degli editori, radi nelle librerie, qualcuno in più nelle biblioteche, nessuno nelle classifiche di Liber... Mah! Un Illustre Poeta Erede senza libri - mi dicevo: come può essere?
Poi ho capito, finalmente: non lucrano grandi tirature di uova i miei allevamenti in batteria perché le cocche filastrocche hanno trovato la porticina del pollaio aperta e ora son tutte in giro per lo mondo. Via, in fuga dai libri...
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Mantra giaculatorie d'esercizio
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Il carteggio con Tullio De Mauro
Nel marzo del 2012 Silvana Loiero, valorosa dirigente delle scuole primarie di San Lazzaro di Savena (per lei avevo scritto questo racconto di gratitudine su l'Unità), mi presentò una richiesta da poeta d'occasione che mi lasciò al tempo stesso lusingato e impaurito: una filastrocca per gli ottant'anni di Tullio De Mauro. Il linguista sarebbe stato festeggiato "a sorpresa" alla fine dell'annuale Convegno Nazionale GISCEL (Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica), a Reggio Emilia il 12 aprile 2012.
Dunque una filastrocca per De Mauro? Per il Custode Superiore delle parole italiane? Io?
Ero assai impensierito dal compito, come è sempre bene che sia: però sapevo anche che quando mi siedo al mio deschetto, se cala giù la Pasta Madre dell'idea, e se le mani cominciano a prendere i loro strumentini per lavorarla, i polsi poi smettono pure di tremare.
Così è stato anche stavolta: mi son seduto, ho scritto, ho lasciato riposare, riscritto, limato e stuccato, spedito per dare in esame, corretto secondo consigli, ripristinato come dicevo io, insomma ho fatto il mio lavoro solito da suonatore Jones.
Ed ecco cosa, la notte di quel 12 aprile, dopo la cena finale del convegno, a De Mauro è stato letto da una "giscellina" che era anche attrice.
FILASTROCCA PER GLI OTTANT'ANNI DI TULLIO DE MAURO
Per il compleanno del linguista, celebrato al Convegno Nazionale GISCEL, Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica, a Reggio Emilia il 12 aprile 2012
Gnomo Grammatico, pastore di parole
Che hai vegliato sulle loro transumanze
Nelle steppe delle strade e delle scuole
Negli intrichi di radici e desinenze
Nel corrompersi, nel crescere stupendo
Ora ascolta: qualcosa sta cambiando
La lingua madre ormai è lingua moglie
I suoi nomi sono pani sulle mense
Un italiano delle pietre e delle foglie
Le sue parole si fanno poche e immense
Sanno come si chiamano le cose
Perché vengano, che s'erano smarrite
Perché vadano e ritornino preziose
E allora grazie per averle custodite
Contale ancora, fino all'ultima che arriva
Le bocche muoiono
La lingua è viva
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Filastrocche
UOMINI E PROFETI è uno dei gioielli di Radio Tre, un luminoso spazio di parola dove rabbini, imam, frati serafici e prelati animosi, storici e pastori e teologi e mistici mi hanno personalmente guidato per anni a "guardare il mondo con gli occhi delle fedi e le fedi con gli occhi del mondo". Anche, o forse soprattutto per un non credente, è una finestra aperta sul reame sconfinato dello spirito, quanto mai benedetta in un momento in cui gli uomini, torvi saracini e civilissimi europei, stanno di nuovo armando i loro dei come rozzi burattini da guerra.
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Per i lettori affezionati di LILIM DEL TRAMONTO, e per tutti.
Chi possa e voglia - ascoltando in streaming o scaricando due file audio MP3 di circa 5 MB ciascuno - potrà sentire Gabriella Caramore parlare del romanzo LILIM DEL TRAMONTO, e l'attore Danilo De Girolamo leggerne due brani scelti. Il contributo è andato in onda nella puntata di sabato 26 dicembre 2009 del programma di Radio Tre UOMINI E PROFETI.
Gabriella Caramore, curatrice e conduttrice del programma, è sempre stata ai miei occhi un esempio, ai miei orecchi la sua voce profonda e colta, sorprendentemente serena e vasta, un conforto. Bene: un giorno, lo scorso settembre, in coda a una sua conferenza al festival di poesia di Seneghe, ho preso il coraggio a due mani e ho affrontato la molesta figura, che per quanto posso evito, dello scrittore che somministra un suo libro: le ho messo nelle mani LILIM DEL TRAMONTO, con tanto di dedica e numero di telefono. Una ragione c'era: la storia di Lilim deve qualcosa della sua luce a quella finestra sulle fedi e sul mondo, io volevo rispecchiarle uno scorcio delle visioni che può aver contribuito ad aprire, ed ero "quasi" certo che sarebbe stata apprezzato. Non del tutto sorpreso, ma molto felice, sono stato dunque quando Gabriella mi telefonò tempo dopo, facendomi le lodi del libro e dicendo che ne avrebbe parlato nel suo programma per Natale.
Sabato 26 dicembre Gabriella Caramore ci ha raccontato la sua lettura di LILIM DEL TRAMONTO, e l'attore DaniloDe Girolamo ne ha letto due brani, scelti dalla Caramore stessa. Nel
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La Melevisione
Schede di presentazione e materiali informativi
Progetto iniziale e SCALETTE e COPIONI
De "La Melevisione" si può leggere in questo sito una serie di materiali informativi (progetti, presentazioni, schede storiche, descrizioni della struttura, dei personaggi, degli ambienti, indice della "Bibbia" etc.) e una scelta di scalette e copioni dal 1999 al 2010: solo pochi per ogni annata, pochi assaggi, perché quei testi appartengono alla RAI e non possono essere pubblicati per intero; e solo i miei testi perché questo è il mio sito, ma ne esistono sette volte tanti scritti dagli altri sette autori.
Per una totale e profondissima informazione sul programma vi rimando alla VOCE "MELEVISIONE" DI WIKIPEDIA, curata con incredibile passione e perizia da un anziano professore di storia in pensione. Onore ai nonni.
DODICESIMA EDIZIONE
Dopo l'edizione 2010, travagliata da forti polemiche (vedi Gruppo Facebook "Salviamo il Fantabosco"), parte finalmente la scrittura per l'edizione 2011, ridotta a 45 puntate e non più in onda su RAI TRE ma sul canale tematico RAI YOYO.
Ridotta e compressa, giocoforza, a causa del gran ritardo dell'avvio della produzione, a sua volta dovuto al blocco delle nomine RAI. Gli anni passati noi autori cominciavamo a scrivere le nostre 130 puntate in settembre, per andare in onda con le prime in novembre: quest'anno se ne scrivono 45 ,per andare in studio a registrare in aprile e in oda chissà, forse alla fine di maggio.
Nel frattempo continueranno ad andare in onda, sul canale tematico digitale Rai Yoyo, per le regioni che lo ricevono, tre repliche al giorno tratte dalle vecchie edizioni, alle 8:30, 11:30 e 16:35.
Ci dicono che l'edizione del prossimo anno 2012, partendo da settembre, cercherà di tornare alle 130 nuove puntate annuali. Per questo 2011 le nuove 45 puntate porteranno il totale a 1750 puntate dal 18/01/99 al dicembre 2011.
UN PO' DI STORIA
"La Melevisione", un programma televisivo per bambini in onda ogni giorno su RAITRE in orario pomeridiano, è conosciuta e amata dal suo pubblico, i bambini dai 4 agli 8 anni, ma anche - a quanto risulta - dai loro fratelli maggiori, mamme e babbi, nonni e zie.
È un'opera di lungo, lunghissimo respiro: dal gennaio 1999 al maggio 2009 saranno state scritte e girate, come ho detto, oltre 1500 puntate originali. Ma molte altre sono andate in onda nelle estati sottoforma di repliche.
È nata nel 1999 da un'idea di MELA CECCHI (autrice per undici anni de "L'Albero Azzurro") e mia. Dopo l'idea, però, si passa alla faticosa fabbricazione del mondo: nelle 100 puntate del primo anno i due autori (eccoli qui in una foto con Tonio Cartonio) hanno tracciato forme, confini, lingua, abitanti, leggi, usi e costumi di quel mondo.
Poiché tutto pareva andare molto bene, la RAI ci ha proposto per il secondo anno, 2000-2001, non più 100 ma 180 puntate. Erano troppe per due soli autori, da ogni punto di vista: saremmo stati troppo stanchi e troppo ricchi per scrivere bene. Al grido di "lavorare meno, lavorare tutti", abbiamo chiamato con noi IANNA CARIOLI, MARTINA FORTI e VENCESLAO CEMBALO (ed eccoli tutti e quattro: da sinistra Mela, Martina, Venceslao e Ianna).
Nel 2005 i cinque autori, stanchi e desiderosi di introdurre idee nuove, hanno chiamato altri due rinforzi: entrano nella squadra LUISA MATTIA (già autrice per un anno delle puntate di montaggio "Il Giornale del Fantabosco", in onda il sabato) e LORENZA CINGOLI (autrice per molti anni de "L'Albero Azzurro"). L'anno dopo, nel 2006, Mela Cecchi, antenata fondatrice, lascia la ciurma per felice stanchezza e ancor più felice desiderio di scrivere altre storie: dalla stessa porta entra LUCIA FRANCHITTI, già espertissima lettrice e redattrice dei nostri copioni da anni, negli studi RAI di Torino.
"VI ABBIAMO CRESCIUTI NOI" (la stessa storia, raccontata meglio)
Ecco la scheda storica che ho scritto per la cartella stampa del decimo compleanno di Melevisione.
Mela Cecchi chiamò al lavoro Bruno Tognolini, fu steso il format, le linee guida del programma: la scaletta, le modalità linguistiche, i personaggi, i luoghi. Il capostruttura Roberto Nepote, che aveva con forza voluto l'impresa, pose al timone Mussi Bollini e la nave partì vento in poppa. Si fecero i provini, si formò la compagnia, si entrò in studio. Il 18 gennaio del 1999 andò in onda la puntata numero 1, "Con la carta si può". Streghe, Fate, Orchi, Lupi, Principi e Principesse, Gnomi e Geni avevano trovato un nido di fiaba impensabile nella TV.
Tonio Cartonio, primo folletto conduttore, fratello grande del bambino spettatore, gli parlava occhi negli occhi aiutandolo a specchiare nelle vicende indiavolate della finzione i problemi, le scoperte, le paure della vita vera di "Città Laggiù". Si rinnovava con mezzi nuovi il vecchio compito millenario della Fiaba, che è specchio di comprensione della realtà.
Passarono gli anni. Già dal secondo, a dar man forte nella scrittura dei 160 copioni annuali arrivarono altri autori: Janna Carioli, Martina Forti e Venceslao Cembalo. Maurizio Zecchin, lo scenografo, cominciò la titanica costruzione di mondi incantati a cui ancor oggi lavora. Alla regia colorata e irruenta di Pierluigi Pantini seguì, nel 2002, quella più profonda e sofisticata di Roberto Valentini. Le puntate erano scritte e realizzate con due semplici punti di forza: la maestria degli scrittori per bambini, e la "genitorialità diffusa" di chi racconta solo storie che potrebbe raccontare ai propri figli. Funzionò: nacque nei genitori italiani una fiducia speculare nel programma, cui affidavano i loro bambini "come se stessero con loro".
Il programma crebbe tanto che ben presto, come i bambini a cui si rivolgeva, non stette più dentro i vestiti. I cartoni comperati in tutta Europa erano buoni come la frutta da cui la Melevisione pareva spremerli, ma la vicenda della puntata, la parte scritta e girata e prodotta in Rai, si rinforzava, frondeggiava, faticava a star dentro il compito del lancio di storie animate, voleva diventare storia lei. Mussi Bollini raccolse con coraggio questa istanza di crescita e fece il passo: nel 2003 si estrassero i cartoni dal programma, nacque la Melevisione "sitcom", una storia unica e fluida di 25 minuti.
Da allora sono cambiati i registi, Enza Carpignano, Alfredo Franco, Rossella De Bonis, portando segni più chiari o più scuri, più svelti o quieti nella recitazione, nella ripresa, nel montaggio. Son cambiati gli attori, Orchi e Streghe e Geni sono andati e venuti, Tonio Cartonio, fratello empatico, ha lasciato il posto a Milo Cotogno, amico simpatico. Nuovi autori sono entrati nella squadra, Luisa Mattia, Lorenza Cingoli, Lucia Franchitti, portando nuovi fili colorati nell'intreccio dei temi e delle storie.
Melevisione ha 10 anni e oltre 1600 puntate, è cresciuta: ora ha spalle più larghe e gambe più svelte. Forse più larga è la peripezia, l'intreccio buffo e drammatico delle vicende; forse più svelta – o solo più incarnata nella storia – la trama informativa, educativa, enciclopedica. Ma sempre identico è il gusto profondo di frutta, di vitamine naturali per le menti: cioè di storie allegre e profonde narrate da grandi che sanno narrare ai loro bambini, perché crescano bene.
Dieci anni di Melevisione, infatti, vogliono dire anche questo: incontrare dei diciottenni che ti guardano con un sorriso fino alle orecchie quando gli dici "Ti abbiamo cresciuto noi"...
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Incontri coi lettori
Come si legge nella Pagina dei prossimi appuntamenti, gli incontri sono una parte cospicua del mio lavoro.
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Insegnanti, dirigenti, bibliotecari, librai, tutti i promotori d'eventi che desiderano invitarmi per incontri con bambini o adulti
possono contattarmi scrivendo un messaggio sul LIBRO DEGLI OSPITI
Io risponderò, e continueremo il rapporto via e-mail.
RACCOMANDAZIONE!!!
Prima di farlo, però, è importante che consultino la...
PAGINA INFORMATIVA DEGLI INCONTRI
... dove potranno farsi un'idea precisa di costi, date libere, contenuti, durate, numero dei partecipanti, e tutto ciò che occorre sapere prima di contattarmi.
QUATTRO NUOVE MASTER CLASS
Poiché la transumanza poetica è oramai metà del mio lavoro, ho impegnato una lunga pausa fra gli incontri, in gennaio e febbraio 2013, oltre che nella messa in cantiere di nuovi libri, nella preparazione di QUATTRO NUOVE MASTER CLASS (tre nuove e una aggiornata e arricchita): quattro incontri specialistici per adulti, con fiorita dotazione di testi, immagini, audio e video in Powerpoint.
Qui, nella Pagina Informativa degli Incontri,le descrizioni sintetiche, con dati tecnici e costi.
E qui sotto quattro schede illustrate e approfondite, da usare anche come volantini informativi per gli utenti.
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Schede biografiche e foto
Altrove, in un'altra pagina, si può leggere una BIOGRAFIA dettagliata ma non aggiornata: completa per quanto riguarda studi e formazione, il decennio di lavori nel teatro, i multimedia e il cinema, ma ferma a molti anni fa per la televisione e i libri, documentati ampiamente (sono il presente) in altre sezioni del sito.
Qui sotto, invece, le SCHEDE BIOGRAFICHE AGGIORNATE nelle forme sintetiche che occorrono nei contatti di lavoro. Quando le ho inserite in questo sito, nel lontano '97, poteva sembrare una guasconata, oggi la cosa è molto più normale: spesso basta aspettare. Organizzatori, promotori d'eventi, bibliotecari, insegnanti e chiunque per lavoro ne abbia bisogno, invece che per faticosi fax o ripetitive spedizioni e-mail, può prelevare da sé immediatamente in copia e incolla piccole note biografiche di diverse "pezzature" (20 righe, 10 righe, 5 righe), o scaricare una scheda bio-bibliografica impaginata in PDF e pronta per la stampa, o qualche foto in diverse risoluzioni JPG.
FOTO
Da scaricare per usi di documentazione e promozione (programmi, depliants, etc.)
SCHEDA BIO-BIBLIOGRAFICA IN FORMATO RTF e IN FORMATO PDF
Versione sintetica del curriculum con bibliografia aggiornata al 2010
NOTE BIOGRAFICHE DA COPIARE E INCOLLARE
Nel '90 il raggio delle sue scritture si apre dal teatro per ragazzi alla televisione: per quattro anni è tra gli autori del programma RAI per bambini "L'ALBERO AZZURRO", nel '98 è coautore del programma di RaiSat2 "MULTICLUB", e dal '99 è ideatore e coautore de "LA MELEVISIONE", programma quotidiano di Rai Tre (ora Rai Yo-yo).
Nel '94, con un CD-i prodotto da RAI e Philips su "L'Albero Azzurro", si apre una breve stagione di media digitali. Scrive progetto e testi per diverse opere multimediali e interattive: tra cui nel '95 il CD-rom "RIMELANDIA", con filastrocche originali di Roberto Piumini e Tognolini stesso (Mondadori); nel '96 l'adventure game "NIRVANA X-ROM" (Cecchi Gori), tratto dal film "Nirvana" di G. Salvatores.
Nel '98 un tangenziale incontro col cinema: scrive le filastrocche iniziali e i testi italiani delle canzoni per il film "SORIA DI UNA GABBIANELLA" di Enzo D'Alò.
Buoni ultimi nell'elenco, ma primi nella sua predilezione e incessanti nella sua produzione, i libri: una trentina di titoli dal '91 a oggi, romanzi, racconti e poesie "per ragazzi, per bambini e per i loro grandi", pubblicati con Salani, Giunti, Mondadori, RCS, Gallucci, Panini, il Castoro, Fatatrac, Topipittori, etc. Nel '99 il suo primo libro non destinato all'infanzia: "LILIM DEL TRAMONTO", Salani, un romanzo per tutti; e nel 2008, sempre con Salani e sempre per tutti, "LUNAMOONDA".
Due volte Premio Andersen, nel 2007 e 2011, è finalista col libro "Nidi di note" anche nel prossimo 2013.
Altre notizie, foto, e soprattutto un'ampia scelta di testi editi e inediti,si possono consultare online sulla sua Home Page, all'indirizzo www.tognolini.com
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Libro degli Ospiti
CHI VUOLE PUÒ LASCIARE UN MESSAGGIO QUI, NEL MIO LIBRO DEGLI OSPITI.
Ma prima vi prego di leggere le note qui sotto.
Il Libro degli Ospiti è un'importante interfaccia per il mio lavoro.
È lì che scuole, biblioteche e altre istituzioni stabiliscono con me il primo contatto per la richiesta di incontri in tutta Italia.
Ciò non vuol dire che questa "buchetta delle lettere" non possa accogliere anche messaggi d'altro tenore. Anzi: scorrendo quindici anni di messaggi, dal '97 a oggi, trovereste migliaia di commenti di lettori, testimonianze e proclami su cui il pudore impone il silenzio.
Oggi però anche in questo angolino di scambi si riflette, in miniatura, la Crisi: le RICHIESTE sopravanzano le OFFERTE. Richieste di indicazioni editoriali, di consigli, di giudizi su rime e manoscritti, addirittura di posti d'attore alla Melevisione, sovravanzano le offerte di incontri e convegni e altre occasioni di lavoro.
Non voglio chiudere del tutto la porta a queste sacrosante istanze, ma – lasciando a una LETTERA DI SCUSE AGLI ASPIRANTI SCRITTORI il compito di spiegarmi meglio – a chi si accinge a propormi i suoi problemi, dubbi, manoscritti, illustrazioni, dico col cuore nella mano aperta:
Attenzione agli indirizzi obsoleti! Il vetusto indirizzo tognolini@iol.it, che potreste trovare ancora sparso in pagine periferiche, non è più attivo da molti anni. Non sono più attivi neanche il successivo b.tognolini@tin.it, e il più recente tognolini@fastwebnet.it. Chi ha ancora sottomano questi indirizzi li cancelli.
Questo è un sito vasto e intricato, pieno di stanze come una biblioteca di Borges. Se non trovate una certa filastrocca, un certo libro, un certo articolo percorrendo gli indici stanza per stanza, inserite nel box qua sotto una o più parole che possano aiutare Google a cercarlo per voi (per esempio "filastrocca delle maestre", "dipende da come mi abbracci", "Festival Tuttestorie", etc.). Il motore di ricerca vi condurrà alle pagine in cui quelle parole sono contenute, e dove potrete localizzarle usando la funzione dei browser "Trova nella pagina".
Per note ragioni, non è il caso che io lasci il mio attuale indirizzo di posta elettronica qui all'aperto, esposto a spamming, fishing, mass mailing e simili molestie.
Chi vuole comunicare con me, per lavoro o per altro, potrà lasciarmi un messaggio nel LIBRO DEGLI OSPITI. Ogni nuovo messaggio inserito mi verrà segnalato con una e-mail. Finché posso, e con le riserve e implorazioni esposte sopra, cerco di rispondere alla maggior parte dei messaggi che appaiono sul Guestbook.
Chi non ricevesse risposta dopo un numero ragionevole di giorni, e abbia motivo invece di attenderla, si assicuri di aver digitato correttamente il suo indirizzo e-mail: mi è accaduto più volte di scrivere risposte che tornavano indietro perché indirizzate a "sconosciuti". Eventualmente scriva un altro messaggio con l'indirizzo giusto.
Ho aiutato decine di studenti che compilavano tesi di laurea o ricerche, sulla Melevisione o sui miei libri o su altro, con interviste telefoniche o faccia a faccia, e in taluni casi con spedizioni di materiali che non erano reperibili in commercio o scaricabili dal sito. Nei limiti del tempo che avrò a dsiposizione, lo farò ancora.
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